La commedia attica
Anche se in epoca classica veniva rappresentata solo in occasione delle feste dionisiache, è plausibile che in precedenza la commedia attica fosse disgiunta dal culto di Dioniso. Venne riconosciuta come forma superiore d’arte dopo la tragedia e da essa ricalcò parte della struttura: il prologo, la parodo e il raggruppamento delle scene in episodi divisi da canti corali. Grande rilevanza nella struttura aveva l'agone, contrasto tra due avversari che si minacciano e si insultano, diviso in parti fisse molto simili a quelle della paràbasis, il che porta diversi studiosi a ritenere che sia uno sdoppiamento di essa e non un qualcosa di originale.

Scorcio dell'odèion di Erode Attico ad Atene.
Le uniche commedie che ci siano pervenute per intero sono quelle di Aristofane e presentano una trama decisamente semplice con schema ricorrente: il protagonista ha un colpo di genio che, con contrasti vari, cerca di mettere in pratica; segue la paràbasis, completamente fuori tema dalla commedia e in cui l’autore parlava letteralmente di ciò che più gli pareva; infine una serie di scene comiche, slegate fra loro ma tutte conseguenti alla trovata geniale esposta inizialmente.
Le sue origini sono ignote.


