Il coro
Senza ombra di dubbio, visto il numero degli artisti, era la parte più complessa da allestire nonché la voce economicamente più rilevante all’interno del bilancio delle rappresentazioni. Il coro rivestiva na funzione fondamentale: attraverso di esso le idee sulla religione e sulla filosofia dell’autore vengono riversate sul pubblico. Il numero massimo di coreuti fu raggiunto sotto Eschilo quando si raggiunsero le 15 unità. Erano tutti uomini e, oltre a cantare, eseguivano elaborate danze e processioni sul palco, contribuendo in questo modo a sottolineare gli stati d'animo della rappresentazione.

Statuetta fittile raffigurante attore comico e risalente al III secolo a. C.
Inizialmente il coro rappresentava la totalità degli attori presenti sul palco; Tespi prima e Eschilo poi però introdussero un numero sempre maggiore di attori fino a che, da Sofocle e da Euripide in poi, il coro perde ogni dignità venendo addirittura spezzato in due; questo processo inarrestabile terminerà nel III secolo con la sua definitiva scomparsa.


